Stabile civile: cosa significa nel catasto e nella pratica

Le abitazioni civili nel catasto
Un’abitazione si definisce di tipo civile quando riguarda “Unità immobiliari appartenenti a fabbricati con caratteristiche, tecnologiche e di finiture di livello rispondente alle locali richieste di mercato per fabbricati di tipo residenziale”. Nel catasto italiano infatti le abitazioni di tipo civile sono inserite nel gruppo A degli immobili residenziali, all’interno della classe catastale A/2. Questa definizione significa quindi che sei di fronte ad un’abitazione nella quale gli impianti e i materiali utilizzati per la costruzione sono di qualità superiore rispetto alle abitazioni di “tipo economico”. Ora, mi rendo conto che utilizzare un’altra definizione tecnica per definire il significato di abitazione civile non fa che aumentare la confusione, ma, come si dice, sono le regole del catasto italiano, baby! Le “abitazioni di tipo economico” sono infatti unità immobiliari appartenenti a fabbricati realizzati in economia per quanto riguarda i materiali impiegati e le rifiniture e nei quali gli impianti tecnologici sono limitati ai soli indispensabili, ma comunque non classificabili come abitazione di “tipo popolare”. E qui mi fermo perché altrimenti dovrei spiegare tutte le categorie a cascata. Ne parlerò più avanti. Se te voeu fatt amà, fatt on por desiderà, giusto?
Cosa significa stabile civile nella pratica?
Torniamo agli effetti pratici: cosa significa se leggi in un annuncio “all’interno di uno stabile civile”? Puoi dedurre che si tratta un fabbricato residenziale destinato ad uso privato che presenta finiture di buona fattura. Sostanzialmente si tratta di un edificio con buone caratteristiche generali, costruttive e abitative. Questa tipologia di stabili sono le classiche costruzioni degli anni 50. Dopo la fine della seconda guerra mondiale infatti, c’era l’esigenza di ricostruire in modo solido, pratico e duraturo. L’aspetto estetico risultava in secondo piano, ma nel complesso lo stabile risultava perfettamente funzionale all’uso abitativo. Cos’altro dice la dicitura “stabile civile” oggi? A dire il vero non molto altro a livello costruttivo. Può trattarsi infatti di abitazioni composte da uno o più locali di media ampiezza, disposte su uno o due piani e che presentano finiture anche molto diverse tra loro. Sono infatti compatibili con questa categoria anche i “minialloggi”, decisamente inferiori per metratura, ma che presentano le caratteristiche costruttivo-tecnologiche e le dotazioni tipiche della categoria Un esempio di stabile civile è certamente il civico 7 di Via Francesco Mola a Milano.
E cosa significa “appartamento in contesto civile”?
Tel chì! Se fino ad ora ho provato a dare una spiegazione coerente e razionale di certe espressioni tecniche del linguaggio immobiliare, questa è un’impresa ostica. Viviamo in un mondo civile e civilizzato, quindi l’indicazione del “contesto civile” ammetto sia alquanto ambigua. Diciamo che, nella maggior parte dei casi può significare due cose:
- Viene usato come sinonimo di “appartamento in stabile civile”, con il significato di cui sopra;
- Significa che l’appartamento gode di un buon vicinato.
Forse la seconda informazione è anche la più interessante da sapere prima di acquistare casa, ma la verità è che avere dei buoni vicini è un evento più unico che raro. E chissà quante volte siamo stati noi stessi i “cattivi vicini” di qualcun altro! Concludo solo dicendoti che cercare di uscire dal marasma degli annunci immobiliari senza una guida può essere davvero frustante.
Se stai cercando casa a Milano o vuoi vendere la tua senza incappare in mille problematiche, contattami, sarò felice di scambiare due chiacchiere.
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