Le famiglie italiane e il Mercato Immobiliare al tempo del Covid19

16 Luglio 2021
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La pandemia che stiamo vivendo da oltre un anno e mezzo ha modificato profondamente le esigenze degli italiani, soprattutto in ambito immobiliare. Il bisogno di avere una casa propria si è addirittura rafforzato, come se la situazione difficile della macroeconomia abbia spostato l’attenzione dalla microeconomia domestica, rendendoci un po’ più “miopi” a livello familiare, come definisce l’Istituto Nomisma attraverso il suo ultimo Rapporto sulla Finanza Immobiliare.

Le famiglie che nel 2021 hanno espresso una chiara intenzione di acquistare una casa ammontano a ben 3,3 milioni, pari al 12,8%, contro il 9,5% del 2020. Questo è un dato che ha colto di sorpresa, in quanto non ci si aspettava una tendenza così poco ponderata e principalmente emotiva, spinta dal risparmio forzato degli ultimi due anni.

Nomisma definisce tre distinte categorie tra queste famiglie:

  • Gli “equipaggiati” pari a 1 milione di famiglie, il 3,9%, che hanno la capacità economica di garantire un acquisto in sicurezza;
  • Gli “incauti” pari a 1,8 milioni, ben il 7%, che hanno un reddito appena sufficiente per affrontare le esigenze primarie, ma non abbastanza per affrontare un acquisto immobiliare in sicurezza;
  • Gli “sprovveduti”, circa 500mila famiglie, l’1,9%, che non hanno affatto una sufficienza reddituale che possa permettergli di acquistare un immobile e a malapena riescono ad affrontare le esigenze primarie, ma hanno ugualmente intenzione di comprare una casa.

La perdita di una quotidianità pre-pandemia e lo svilupparsi di altre abitudini, come la ridotta socialità e il conseguente risparmio su alcuni extra, hanno portato gli italiani a basare la propria economia familiare su una situazione che è solo temporanea. Questa è la perdita di riferimento alla quale si riferisce Nomisma parlando di miopia familiare.

Riguardo alla situazione abitativa che è emersa nell’ultimo anno si è visto un aumento della propensione di acquisto o sostituzione della Prima Casa, perlopiù da parte degli under 35, che momentaneamente si trovano in affitto e con un reddito medio-basso, e da una fascia di età più alta che riguarda liberi professionisti e imprenditori che sono intenzionati ad un cambio casa.

Una diminuzione degli investimenti invece è stata riscontrata nelle fasce di età più mature con una situazione economica stabile.

La domanda di affitto resta abbastanza sostenuta, da parte dei nuclei che non hanno ancora acquisito una stabilità economica per poter accedere al credito o anche da chi preferisce una liquidità sicura e che non ha la volontà di impegnarsi a lungo termine in un investimento, per ragioni lavorative o per una scelta di mobilità.

La scelta del luogo in cui abitare è molto diversa a livello generazionale. Oltre ai giovani e giovanissimi che prediligono grandi e medie città, ci sono gli over 75 che preferiscono spostarsi verso borghi più piccoli.

Il Covid ha portato con sé un nuovo modo di abitare, di interfacciarsi e di desiderare. La voglia di nuove soluzioni abitative, volute anche dalle esigenze forzate, sta portando a scelte diverse rispetto al passato. Le spese dedicate alla casa, intese anche quelle per i suppellettili, gli elettrodomestici, le migliorie in generale, le ristrutturazioni supportate dall’ecobonus, sono aumentate. Molte famiglie hanno trovato necessari dei piccoli investimenti per poter vivere al meglio i propri spazi e per alcune l’esigenza di un cambio casa per “abitare meglio il proprio nido” e il suo circondario.

Probabilmente la voglia di dare una svolta all’intera situazione sociale si manifesta anche in questa voglia di osare, di provarci. Ben vengano l’ottimismo e  la fiducia: tuttavia le rassicurazioni che arrivano dai tassi dei mutui ai minimi storici e ai risparmi rischiano di far commettere qualche scelta poco razionale a chi non ha fatto bene i suoi conti. Come sempre è auspicabile farsi consigliare, affidarsi a Professionisti del mercato immobiliare senza agire d’istinto.

 

 

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