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Hacker: attacco alla casa!

Pubblicato da Francesco Morabito il 23/11/2016
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Hacker: attacco alla casa!

Le nuove tecnologie promettono di regalarci un’abitazione smart grazie alla possibilità di connessione tra i vari oggetti, come televisore, lavatrice, aspirapolvere ecc.

Tecnicamente si chiama Internet of Things, ovvero “l’internet delle cose” il quale potrebbe regalarci una vita libera da pensieri come pagare le bollette, pulire i pavimenti, fare la spesa ecc.

Ci siamo però chiesti se potrà essere “tutto oro”, oppure tra qualche anno, decennio, il detto “casa dolce casa” potrebbe non esistere più per far spazio a “casa da incubo”; in poche parole ci siamo chiesti: e se i nostri elettrodomestici ci si ribellassero contro?

Ne parla Alessandro Curioni, esperto in sicurezza informatica e presidente di DI.GI.Academy, rispondendo a queste domande:

La casa del futuro sarà ancora più dolce?

“Per il momento sognare non costa nulla ed è vero che oggetti smart ci potrebbero semplificare di gran lunga la vita. Un frigorifero che verifica il proprio contenuto e ordina quello che manca o è scaduto è di certo comodo. Anche un televisore che sulla base dei nostri gusti registra le trasmissioni che ci interessano senza nemmeno importunarci può essere una comodità. Tuttavia dobbiamo pensare che ognuno di essi sarà raggiungibile da remoto e avrà un software che lo gestisce; di conseguenza sarà molto simile a un qualsiasi personal computer o cellulare. A questo punto la rosa mostra le sue spine perché non dobbiamo usare troppo la fantasia per capire che questi oggetti saranno esposti agli stessi rischi dei nostri PC.

Potresti farci qualche esempio?

Provate a immaginare di tornare a casa dopo una faticosa giornata lavorativa. Cercate di aprire la porta, ma non c’è modo di disabilitare l’antifurto. Non capite cosa sta succedendo fino a quando non guardate con attenzione il display del sistema in cui appare una scritta inquietante: “Il tuo antifurto è stato infettato da un virus informatico e se vuoi riprenderne il controllo dovrai pagare un riscatto.” Diciamo che in qualche modo, forse da un finestra, entrate in casa. È inverno, ma l’impianto di riscaldamento è spento. Andate a controllare il termostato e il display vi propone un annuncio non diverso a quello dell’antifurto. A questo punto avete bisogno di un bicchiere d’acqua, così raggiungente il frigorifero: la macchina vi comunica che era finito il latte; lo ha ordinato, ma forse 200 bottiglie sono un po’ troppe. Vi gettate sul divano e accendete la televisione, ma accade qualcosa di molto strano: su tutti i canali appare la vostra immagine, come se vi guardaste allo specchio. Siete al culmine dello sconforto, quando il vostro tv vi mostra un laconico messaggio: “La tua casa è sotto il nostro controllo se vuoi tornarne in possesso devi ricomprarla da noi.” Si tratta ovviamente di un’estremizzazione, ma credo possa servire a comprendere quali possano essere i rischi potenziali.”

Possiamo sperare che si tratti per il momento di fantascienza?

“Si e no. Certo, una casa con quel livello di automazione non esiste, ma il fatto che ognuno di quei dispositivi sia stato compromesso è già una realtà. Per esempio, sono stati violati i termostati di un impianto di climatizzazione domestico, riuscendo a installare un virus che ne invertiva il funzionamento. Altri hanno sabotato un impianto di controllo di un sistema di pannelli fotovoltaici. Sistemi antifurto domestici e baby monitor sono andati incontro alla stessa sorte. Tuttavia c’è di peggio.

In che senso?

“L’Internet delle Cose non riguarda soltanto apparati domestici. Molti sistemi industriali si stanno avviando a farne parte. Televisori e frigoriferi sono seccature, ma dighe e centrali elettriche fanno disastri se sabotate.

 Stai dicendo che criminali informatici potrebbero causare un black out?

“Purtroppo è già successo nel dicembre 2015, quando un gruppo di hacker russi ha violato i sistemi di un operatore del settore elettrico ucraino. Il virus utilizzato, in seguito denominato “Black Energy”, ha spento tre centrali elettriche, lasciando al buio 80 mila utenti per sei ore.”

Quindi cosa possiamo fare?

“Sicuramente dobbiamo avere consapevolezza di questi rischi. Guardare con interesse, ma con attenzione a tutte le novità tecnologiche per considerare, nel momento in cui vogliamo acquistarle, anche gli aspetti legati alla sicurezza. Come consumatori, in generale, dobbiamo iniziare a fare pressione su aziende e sul governo perché vengano rispettate delle regole e imposti degli standard che ci mettano al riparo da simili rischi.”

Maria Teresa Rocca
Morabito Immobiliare

Fonte 1
http://www.laleggepertutti.it/134625_hacker-attacco-alla-casa

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