A Milano cresce la richiesta di affitti-brevi in periferia

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Alcune ricerche recenti hanno rilevato che a Milano sono circa 7 mila le abitazioni destinate ad affitti brevi, non solo case-vacanza ma anche soluzioni per studenti e lavoratori in cerca di un alloggio occupabile da subito e dotato di tutti i confort. Un nuovo dato, però, emerge da una ricerca effettuata da Università di Milano Iulm e Università di Granada, valutando i dati del 2021: dopo la pandemia, a essere sempre più richieste sono le case di periferia.

Affitti-brevi in periferia

Vivere in centro città, da dopo la pandemia, ha perso appeal: chi cerca casa per brevi periodi preferisce le zone meno centrali e, di conseguenza, acquisiscono maggiore valore gli appartamenti situati in periferia. La ricerca di Iulm e UniGranada ha preso in esame 7.200 appartamenti in offerta a Milano per gli affitti brevi, confrontando i trend tra gennaio 2020 e marzo 2021: è emerso che, a fronte di un 80% di appartamenti che ha abbassato la propria rendita, un 20% l’ha aumentata; e questi ultimi sono quelli situati in periferia.

Milano è una città da periferia?

La riqualificazione di interi quartieri – come Rogoredo/Santa Giulia, Certosa o Farini – ha reso attraenti zone un tempo poco appetibili: pensiamo al fiorire in questi quartieri di nuovi edifici residenziali ma anche destinati allo sport e ai servizi. E dal momento che spesso queste zone ospitano poli universitari o grandi sedi aziendali, non stupisce che molti studenti e lavoratori cerchino proprio qui una casa in affitto-breve. Un altro apporto fondamentale lo ha dato l’espandersi della rete di mezzi pubblici, che ha comodamente connesso, per esempio, il quartiere Bicocca alle stazioni cittadine e al centro.

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