Acquisto della casa: quali spese notarili è possibile detrarre?

In quali casi è possibile la detrazione fiscale delle spese notarili
Il privato che si rivolge a un notaio per stipulare un atto non può sempre detrarre fiscalmente le spese relative alla parcella del professionista. Può farlo solo in alcuni casi specifici, ossia nel caso del rogito per l’acquisto della prima casa. Nella fattispecie il notaio si occupa del rogito dell’immobile, del contratto preliminare, del contestuale contratto di mutuo stipulato con la banca per il finanziamento, e, dopo la compravendita, provvede all’iscrizione dell’ipoteca nei pubblici Registri Immobiliari competenti per territorio. Solamente alcune delle spese dovute al notaio per tali atti e formalità possono essere detratte fiscalmente.
Quali spese notarili si possono detrarre quando si acquista la prima casa
Per l’acquisto della prima casa sono previste diverse agevolazioni fiscali: le imposte ipotecarie e catastali sono fisse e ammontano a 50 euro ciascuna, mentre l’imposta di registro è pari al 2% del valore dell’immobile, anziché al 9%. L’onorario del notaio per la compravendita, spesa a carico della parte acquirente, invece non è detraibile. Viceversa, se insieme all’atto di acquisto vi è anche un mutuo, la spesa notarile per il contratto di finanziamento è detraibile. Le spese notarili sostenute per la stipula del contratto di mutuo ipotecario destinato al finanziamento dell’acquisto della prima casa sono detraibili dall’Irpef nella misura del 19% entro il limite di 4.000 euro, con un importo massimo detraibile pari a 760 euro. Sono altresì detraibili anche le spese correlate, come quelle per l’iscrizione dell’ipoteca sull’immobile.
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