Contratto di locazione: 3 tipologie a confronto

Che cos’è il contratto a canone libero
La caratteristica principale del contratto a canone libero è che permette al proprietario di stabilire a suo piacimento l’ammontare del canone d’affitto. Ad essere invece stabilita per legge è la durata minima del contatto, 4 anni cui segue un rinnovo automatico di ulteriori 4 anni al termine del primo ciclo, e le modalità di rinnovo (o recesso).
Il canone concordato e i suoi vantaggi
Il concordato è una tipologia di contratto attiva perlopiù nei comuni ad alta densità abitativa: garantisce infatti condizioni favorevoli agli inquilini, come canoni calmierati, e agevolazioni fiscali ai locatori. Per stabilire il canone di affitto ci si basa su parametri standard che variano di città in città, ma la durata del contratto deve essere necessariamente di 3 anni; alla scadenza le parti possono decidere di stipulare un nuovo contratto o prorogare quello esistente di 2 anni.
Il contratto di locazione transitorio
Dedicato ad affitti brevi, della durata massima di 18 mesi, la misura transitoria di questo contratto deve essere provata da specifica documentazione che dimostri l’esistenza di una contingenza transitoria legata alla locazione, ad esempio un progetto lavorativo in scadenza. Il contratto di locazione transitorio non può essere rinnovato, ma solo sciolto in anticipo: il proprietario di casa può recedere anticipatamente, comunicandolo all’inquilino inviando una raccomandata con almeno tre mesi di anticipo; l’inquilino che vuole dare disdetta, invece, può farlo in qualsiasi momento.
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